Un weekend a Ercolano significa varcare una soglia: da un lato la maestosità dell’antica Herculaneum e le eleganti Ville Vesuviane, dall’altro il vivo pulsare di un’identità popolare fatta di mercati, botteghe artigiane e sapori profondi. Abbiamo scelto Palazzo Ferretti come base, un piccolo gioiello del Miglio d’Oro che racconta già da solo la stratificata memoria di queste terre.



Soggiorno: Il Racconto in Pietra di Palazzo Ferretti
Vico Ferretti è una finestra su un’altra epoca. Il B&B Palazzo Ferretti è nato dalla visione di una famiglia autoctona, che ha saputo ridare dignità a un edificio dalla “storia preziosa ma dimenticata”, un tempo divenuto popolare, oggi restituito al suo antico splendore.
Situato strategicamente di fronte a Villa De Bisogno, la prima villa vesuviana del celebre Miglio d’Oro, il palazzo sorge in una corte privata appartenuta alla famiglia Ferretti. Sebbene non si trovino notizie certe sulla famiglia, si intuiva il rango: solo l’alta borghesia che frequentava la Corte reale poteva permettersi una dimora lungo quella che era la Regia Strada delle Calabrie. L’edificio stesso è una stratigrafia storica a cielo aperto:
- Il piano terra, un tempo adibito ad alloggi della servitù e deposito di derrate.
- Il corpo esterno, oggi l’accogliente reception, era il bagno in comune, una tipica soluzione ottocentesca napoletana immortalata da scrittrici come Matilde Serao.
- Il primo piano, a cavallo tra ‘800 e ‘900, mostra un balcone sorretto da piperni in pietra lavica dal gusto ancora neoclassico.
- Il secondo piano, di epoca fascista, si presenta con linee più essenziali.
Durante le guerre, la cantina, semplice deposito di botti, si trasformava in un rifugio per gli abitanti del quartiere durante i bombardamenti. Oggi, la struttura offre camere eleganti con ogni comfort moderno, a soli 170 metri dagli Scavi Archeologici.


Venerdì pomeriggio: Il Viaggio nel Tempo degli Scavi di Ercolano
A due passi da Palazzo Ferretti, il Parco Archeologico di Ercolano vi aspetta per un tuffo nel 79 d.C. A differenza di Pompei, sepolta sotto una pioggia di ceneri e lapilli, Ercolano fu sommersa da una colata di fango e lava che, solidificandosi, ha preservato in modo eccezionale l’architettura in legno e gli ultimi drammatici istanti di vita della città romana.
L’ingresso è in Corso Resina 187, facilmente raggiungibile a piedi. Il biglietto intero costa 11€, ridotto a 5.50€ per i giovani UE tra i 18 e i 25 anni. Fino al 31 ottobre, l’orario di visita è dalle 9:00 alle 19:30, con ultimo ingresso alle 18:00. Consigliamo di dedicare almeno due ore alla visita, per esplorare la Palestra, le Terme Suburbane e le sontuose Domus con i loro mosaici ancora vividi.





Sabato mattina: Caccia al Tesoro al Mercato di Resina
Il sabato mattina è il momento perfetto per immergersi nell’energia più autentica della città, quella del Mercato di Resina, conosciuto anche come “mercato di Pugliano” o “mercato delle pezze“.
Nato nel 1944, quando i civili iniziarono a commerciare i beni dei convogli militari alleati, questo mercato è diventato col tempo un’istituzione, raggiungendo il suo apice tra gli anni ‘60 e ‘80 quando si contavano oltre 600 operatori e un giro d’affari annuale di oltre 3 miliardi di lire. Oggi, sebbene ridimensionato dalla concorrenza del digitale, resiste come il più importante centro del sud Italia per l’abbigliamento usato e il surplus militare.
Passeggiando tra le bancarelle di via Pugliano, potrete trovare di tutto: giacche di pelle, pellicce a prezzi stracciati, cappotti firmati di seconda mano, abiti da sera anni ‘70, scarpe di grandi stilisti e persino oggettistica rara. Il mercato è aperto tutti i giorni, compresa la domenica, dalle 8:00 alle prime ore del pomeriggio (circa 13:30/14:00). Non abbiate timore di contrattare a voce alta con i venditori: è il rito che anima la “caccia al tesoro“. Non è raro imbattersi in costumisti di Cinecittà alla ricerca dell’abito di scena perfetto.






Sabato pomeriggio: L’Arte del Cammeo nella Bottega di Domenico Accusato
Nel pomeriggio, ci spostiamo nella vicina Torre del Greco, la capitale mondiale dell’arte del cammeo e del corallo. E qui vi attende un’esperienza unica: la visita al laboratorio di Domenico Accusato, uno degli ultimi maestri incisori rimasti a custodire i segreti di questa antichissima tradizione.
La sua bottega, “La Bottega del Cammeo” , si trova in via Diego Colamarino 70, a due passi dalla Basilica di Santa Croce. Ciò che rende speciale questo luogo è che non si tratta di una semplice gioielleria, ma di un laboratorio artigianale dove potrete assistere dal vivo alla magia della creazione: il maestro lavora la conchiglia sardonica e il corallo con strumenti secolari come la mola, i bulini e il rotino, trasformando un grezzo frammento di natura in un gioiello prezioso.
Un artigiano vecchio stampo con una passione ancora palpabile. La visita al laboratorio è un’autentica lezione di storia e di arte dal vivo, impossibile da trovare nei grandi circuiti turistici.
Quest’anno, la fama di Accusato è stata consacrata da un evento di portata mondiale: su commissione del Pontificio Santuario di Pompei, ha realizzato il cammeo ufficiale donato a Papa Leone XIV durante la sua visita pastorale dell’8 maggio 2026.


L’opera, realizzata su una conchiglia sardonica da 120 millimetri, raffigura la Beata Vergine del Rosario di Pompei. L’incisione è un capolavoro di minuzia, incorniciata da un supporto in legno intarsiato a mano dal maestro ebanista Galliano. “Vedere il cammeo tra le mani del Pontefice è stata un’emozione grandissima. Ho sentito la presenza della mia meravigliosa città e del mio mestiere, il cammeo di Torre del Greco tra le mani del Papa”. Ha commentato Domenico scorrendo le foto con Papa Leone.
Cena: Sapori Autentici da “Tubba Catubba”
Dopo una giornata ricca di emozioni, la cena è un rito importante. E quale modo migliore per concludere se non con la cucina semplice e genuina del Ristorante Tubba Catubba? Il nome, storpiato nella pronuncia ma amato dalla gente del posto, è ormai un’istituzione a Ercolano.
Il locale si trova in una posizione centralissima: Corso Resina, 302, a pochi passi dal B&B e dagli Scavi. L’ambiente è familiare e accogliente, gestito con passione da una coppia che farà sentire ogni ospite come a casa. L’atmosfera è rilassata e confortevole.
La TUBBA CARUBBA è una tappa assolutamente da non perdere per chi vuole assaporare il vero spirito della cucina vesuviana e napoletana. Il menu è un inno alla semplicità e alla genuinità.
Cosa abbiamo mangiato? Abbiamo iniziato con dei classici intramontabili, preparati con materie prime freschissime e di altissima qualità. Il menu, non particolarmente ricco perché legato alla stagionalità e alla freschezza dei prodotti, è la garanzia che tutto ciò che si porta in tavola è stato selezionato con cura. Imperdibili, poi, i primi. Segnalo in particolare:
- Spaghettone con vongole veraci e lupini locali. La pasta utilizzata è uno spaghettone di Gragnano “Gerardo di Nola”, un’eccellenza del territorio. Le vongole erano abbondanti, saporite e perfettamente aperte. A completare il piatto, una leggera polvere di prezzemolo che donava freschezza.
- Tagliolino fresco all’uovo ai tre crostacei. Un tripudio di mare. I crostacei (gambero rosso di Mazara del Vallo, scampo porcupine e mazzancolle) venivano proposti in due consistenze: in “pop corn” croccanti e nella loro bisque vellutata e profumatissima, che avvolgeva la pasta come un abbraccio.
- A chiudere, un tiramisù della casa fatto da loro, semplicemente perfetto.
Il conto è stato più che onesto: per tutta questa esperienza di gusto abbiamo speso circa 40 euro a testa, un rapporto qualità/prezzo imbattibile.



Il miglio d’oro. Un Itinerario tra le Più Belle Ville Vesuviane
Il “Miglio d’Oro” (Golden Mile in inglese) è un celebre tratto della Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, un tempo conosciuta come Strada Regia delle Calabrie. In origine, il nome indicava precisamente il percorso rettilineo che collegava Ercolano a Torre del Greco, la cui lunghezza corrispondeva esattamente a un miglio secondo le unità di misura napoletane del XVIII secolo (circa 1845,69 metri). Oggi, il termine “Miglio d’Oro” è spesso usato in un’accezione più ampia, includendo i tratti che attraversano i comuni di San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano, fino a Torre del Greco. Racchiude uno dei più straordinari esempi di architettura e paesaggio del panorama italiano. Si tratta di quasi 122 ville settecentesche, un tempo pulsanti cuori della “villeggiatura” dell’aristocrazia borbonica, che oggi resistono come testimoni silenziosi di un’epoca di sfarzo e di raffinata bellezza.
L’origine del suo sviluppo risale al 1738, quando il re Carlo di Borbone, incantato dalla bellezza del paesaggio e dal clima mite, scelse quest’area per costruire la Reggia di Portici e diede inizio agli scavi archeologici dell’antica Ercolano. La corte e l’aristocrazia napoletana seguirono l’esempio del sovrano, commissionando la costruzione di circa 122 sontuose residenze estive lungo questa strada. Tra gli architetti che contribuirono a plasmare questo paesaggio monumentale figurano celebri nomi come Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga e Mario Gioffredo.
Il nome “Miglio d’Oro” ha una duplice origine:
- Originariamente, era dovuto ai ricchi giardini di agrumi (arance, limoni e mandarini) che fiancheggiavano la strada, rendendola preziosa.
- Successivamente, a partire dalla seconda metà del Novecento, la denominazione ha assunto un significato storico-artistico, legandosi indissolubilmente alla straordinaria ricchezza culturale e paesaggistica rappresentata dalle ville vesuviane settecentesche.
L’intera area del Miglio d’Oro è al centro di importanti strategie di sviluppo turistico-culturale, riconosciute a livello internazionale. Dal 1997, la Riserva della Biosfera “Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro” è stata istituita dall’UNESCO come bene culturale, paesaggistico e naturale. Le ville stesse sono state riconosciute come patrimonio culturale nazionale nel 1971 e successivamente incluse nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, rientrando nel più ampio contesto del Parco Nazionale del Vesuvio.

Le Ville Vesuviane: Patrimonio Architettonico e Culturale
Passeggiare lungo il Miglio d’Oro è come un viaggio nel tempo, tra affreschi, eleganti facciate e giardini all’italiana. Molte ville sono oggi visitabili e ospitano eventi culturali, mostre e concerti. Tra le più importanti e visitabili (previa prenotazione, contattando l’ Ente Ville Vesuviane), ci sono:
- Villa Campolieto (Ercolano): Considerata una delle più belle e rappresentative del circuito. Progettata da Mario Gioffredo e completata da Luigi Vanvitelli per il Duca di Casacalenda, è famosa per il suo elegante portico ellittico e per gli affreschi interni.
- Villa Favorita (Ercolano): Un’imponente residenza reale voluta da Ferdinando IV di Borbone. Progettata da Ferdinando Fuga, è celebre per il suo grande parco sul mare e l’elegante architettura.
- Villa delle Ginestre (Torre del Greco): Famosa per aver ospitato il poeta Giacomo Leopardi negli ultimi anni della sua vita (1836-1837), dove compose la celebre poesia “La Ginestra”.
- Completano il quadro ville come Villa Ruggiero, Villa Aprile e Valla De Bisogno di Casaluce.
Un Consiglio Speciale per i Cinefili
Se amate il grande schermo, sappiate che passeggiare per queste ville significa camminare sui set di celebri film. L’atrio di Villa Campolieto è apparso nel film di Dino Risi, mentre diversi costumisti si sono riforniti al famoso mercato di Resina per i costumi di pellicole come “I cento passi” e “La meglio gioventù”. Il fascino senza tempo di queste dimore continua a ispirare il grande cinema.
Tra il lusso delle ville reali e l’intimità delle residenze di campagna, il Miglio d’Oro si rivela come un formidabile palcoscenico a cielo aperto. Speriamo che questo viaggio tra le sue meraviglie vi abbia ispirato e fornito tutti gli strumenti per vivere un’esperienza culturale unica, nel cuore pulsante dell’antica e sempre viva tradizione partenopea.
Un weekend a Ercolano è molto più di una semplice visita turistica: è un’esperienza che inizia sotto terra, tra i segreti millenari di un’antica città romana, e sale in superficie per abbracciare il magnetismo di un borgo vesuviano vivo e autentico. Dai mille colori del mercato di Resina, alla magia artigianale della bottega del cammeo di Domenico Accusato, fino ai sapori inconfondibili della cucina di Tubba Catubba, ogni momento sarà un tassello prezioso per entrare in contatto con l’anima più autentica di questo angolo di Campania. E quando, la sera, tornerete nel cortile di Palazzo Ferretti, vi sembrerà di aver ascoltato il racconto di mille storie diverse, tutte racchiuse nella pietra lavica che ha visto passare re, artisti e pellegrini.
